MAIN SOURCES:
Bottrigari, Il Desiderio (Bologna, 1594)
[first anon ed. 1594, second edition with the name of the author in 1599]
[Google books] [Transcription]
Translation in Carol Mac Clintock, Il Desiderio, or Concerning the playing together of various musical instruments (American Institute of musicology, 1962)
Giovanni Maria Artusi, L'artusi Overo Delle Imperfettioni Della Moderna Musica (Venice, 1600)
[BNF] [Transcription]
Translation in Malcolm Litchfield, Giovanni Maria Artusi's L'artusi Overo Delle Imperfettioni Della Moderna Musica (1600): A Translation and Commentary (PhD, Brigham Young University: 1988) [link]
FOOTNOTES
[01:04] The book was first published in 1594 under the pseudonym Alemanno Benelli (an anagram of Annibale Meloni, a close friend of Bottrigari), and again in 1599 under the real name of Bottrigari.
[01:18] For the early use of the term see “Concerto”, Grove Music Online [link].
[02:12] “doue mi pensaua di udire una Armonia celeste, hò sentito una confusione anziche non accompagnata da una discordanza; che mi hà piu tosto offeso, che dato piacere…” Bottrigari, Il Desiderio (Bologna, 1594), p. 3.
[02:28] “La ragion è, che molte volte gli strumenti non sono bene accordati insieme, & questo non puo causare altro che mala concordanza, & mala vnione, come uoi mi hauete detto.” Bottrigari, p. 3.
[02:41] “Ma nel concerto, che hò udito hoggi non credo, che ella possa procedere da questo; percioche tutti quei Musici, che haueuano quegli strumenti in mano, & che li sonauano sono tutti huomeni eccellenti... pero fa bisogno, che mi diciate altra ragione.” Bottrigari, p. 3.
[03:15] “Ma per un'altra ragione anchora, & è questa, che hauendomi voi detto, che ui era una gran quantità de Viuole: ui dico, che ui fa bisogno di grande industria à fare, che quelle Viuole, quantunque siano d'uno medesimo corpo, siano bene d'accordo insieme; anchora che ui sia la diligenza del buono accordatore, ne ce ne potiamo fidare: & questo nasce dalle corde, che non hanno molta ferma stabilità…” Bottrigari, p. 4.
[03:30] “Corde di metallo patiscono meno la instabilità delle corde de intestini.” Bottrigari, p. 4.
[03:41] “...si vede assai volte, che ad un sonatore pare, che una uoce, ò suono di una corda di uno strumento sia rimessa, ò bassa, & ad un'altro sonatore pare, che sia tesa, ouer alta, talche come questa cosa si uiene à mescolare con uarie orecchie, & uarij giudicij presto presto si dà in una confusione.” Bottrigari, p. 4. Artusi also brings this argument: “la causa è che il senso dell'udito non è tutto vno, ma sono più, & talhora anzi per il più diuersi l'uno dall'altro” (“The reason is that the sense of hearing is not one but many and sometimes, indeed, for the most part–different from one another.”), Giovanni Maria Artusi, L'artusi Overo Delle Imperfettioni Della Moderna Musica (Venice, 1600), f. 3v.
[04:09] “Se si facessero accordare due diuersi clauacembali, ò organi, anchora che fossero di una istessa grandezza, & di una medesima bontà da due uarij mastri stimati anco diligenti, & eccellenti, & in luoghi alquanto separati, & lontani l'uno dall'altro, cosi che udire non si potessero: & quelli tirati in somma sotto un commune primo unisuono conuenuto trà loro à quell'eccellentia maggiore di accordatura, che essi hauessero sapputo, & particolarmente fusse loro stata possibile: posti poscia tali clauacembali, ò organi, cosi accordati a fronte insieme, & uicini: io dubito grandemente, che toccandosi le corrispondenti corde, ò canne non fussero per udirsi in uero unisuono, se non le ottaue del primo commune conuenuto unisuono. Anzi di piu dirò, ch'io stimo, che ciò fusse parimente per auuenire, se ben fusse un mastro solo, che accordasse separatamente amendue essi strumenti: ma però non facesse, se non il primo conuenuto unisuono con l'altro di quelli, il qual fusse stato il primo ad esser da lui accordato.” Bottrigari, p. 38-9.
[05:09] Perhaps a better word to describe this category would have been “unalterable” or “fixed” rather than “stable” as stability in tuning might mean something else. In this regard, Artusi commented that organs cannot be called stable as their pitch vary by the wind pressure: “...gli pouerelli non s'accorgono, che l'Organo per il vento, che talhora le viene con troppo empito mandato da chi lo caccia, per forza bisogna che varij gl'interualli, e suoni; & di maniera s'alterino, che gli ascoltanti ne restino in parte con l'udito offesi.” Artusi, p. 9v.
[05:57] “...potrà con diligente industria andarsi aiutando con mandare un poco più su il dito sopra il manico, & un poco più giù quanto sentirà il bisogno.” Bottrigari, p. 11. Aron and Praetorious say similarly that lute players can adjust their tuning a bit with the fingers. Aron: “...il che non aviene del liutto & d'altri simili stormenti, ilqual liutto può essere aiutato col dito di colui, ch'el suona, alla intensione & remissione di qualche spatio minuto, per la reintegratione della sua consonanza, perché può movere la mano overo il dito in giù & in su secondo che gli piace…” Pietro Aaron, Lucidario in musica (1545), p. 94 [TMI]; Praetorious: “...weil man auch darneben den Saitten mit den Griffen uff den Bünden helfen nennen und geben kan.” Michael Praetorius, Syntagma Musicum II (1619), pp. 65-66.
[07:11] “...benche habbino la sua stabilità mediante i loro buchi, nondimeno il diligente sonatore si può accommodare con un poco più, un poco meno fiato: & anchora con aprire un poco più, ò vn poco meno i fori di quello, & accostarsi al buono accordo, quanto più potrà: & questo fanno i diligenti sonatori di tali strumenti.” (Even though they may have a certain stability because of their holes, the accomplished player can nonetheless use a little less or a little more breath and can open the vents a little more or a little less, bringing them closer to a good accord. Expert players do this.) Bottrigari, p. 5.
[09:57] “...la Specie del Diatonico Syntono di Tolomeo, però temperato, ouero participato, come fanno i diligenti fabricatori, & accordatori di tali strumenti.” Bottrigari, p. 5.
[10:10] We refer generally to the meantone-temperament family, and not only to ¼ comma meantone. See our video Tuning and temperaments in the Renaissance [YouTube].
[10:20] "Però sarà ben fatto che ci accostiamo à questo Clauacembalo, & uedere, & udire se è uero ò non quello che ui hò detto;" Bottrigari, p. 6.
[11:44] “& voi accordate il tenore à vuoto del vostro Lauto in vnisuono con me, & dapoi accordate il resto secondo quest'ordine, come sò, che sapete fare.” (“Now you tune the open tenor course of your Lute in unison with me, and then tune the remainder according to the rule, as I know you are able to do.”), Bottrigari, p. 7.
[12:40] According to Mark Lindley "most theorists between 1550 and 1650 regarded lutes and viols as equal temperament instruments." Mark Lindley, Lutes, viols and temperaments (Cambridge Uni Press: 1984). p. 19.
[14:13] Patrizio Barbieri, Tuning and temperament: practice vs science (2023), pp. 129-130; David Dolata, Meantone Temperaments on Lutes and Viols (Indiana Uni Press: 2016); Mark Lindley, Lutes, viols and temperaments (Cambridge Uni Press: 1984). The images on the video are taken from: 1. William Brouncker, Renatus Des-Cartes excellent compendium of musick (London, 1653) [ioc.gov], pp. 66-7, and Silvestro Ganassi, Lettione Seconda (Venice, 1543) [archive.org].
[14:17] Nowadays, when players who specialize in early music are asked to combine keyboard instruments with fretted instruments they deal with it in different ways. Using a softer variant of meantone (for example 1/6 comma instead of the common 1/4 comma) makes it a bit easier. After setting the frets in meantone: 1. One may avoid the "wrong notes", 2. Adjust/bend the required notes on the go, 3. Add further frets (only on viols), and 4. Add small local frets ("tastini"). For historical sources see the footnote above.
[16:02] “Ma perch'io tengo, che non si possa fare se non con grandissima disunione, & tal qual mi siete venuto dipingendo quella; che apunto hauete udita hoggi; però consigliarei sempre à non douersi far simili concerti; perche non si possono fare se non con gran difficultà; la quale è prossima alla impossibilità.” Bottrigari, p. 10.
[16:32] Malcolm Litchfield, Giovanni Maria Artusi's L'artusi Overo Delle Imperfettioni Della Moderna Musica (1600): A Translation and Commentary (PhD, Brigham Young University: 1988) [link], p. 7.
[16:46] Artusi, p. 11.
[18:05] “essendomi trouato alcune uolte à uederli, & udirli, cosi in publico, come in priuato, prouandosi in camera; Vuò, che la conchiusione, che di quelle ui sarà da me fatta, habbiate da intender esser fatta anchor di tutti gli altri simili concerti eccellenti, e rari, & degni ueramente di esser ricordati, & prezati.” Bottrigari, p. 40.
[18:31] “Il qual non si fa mai di altra compositione, che di una delle due fatte à questo solo tale effetto, una del già Alfonso dalla Viuola, l'altra del Luzzasco: non faranno mai cosa, che si auuicini al buono accordo.” Bottrigari, p. 43. An alternative translation for the last sentence is: “they would never do anything that only comes close to good tuning.”
[18:50] “Fattane adunque, non solamente una & due: ma molte proue; nelle quali standosi con somma obedientia, & attentione, non si ha mira ad altro, che al buono accordo insieme, & alla unione maggiore, che sia possibile, & perciò senza rispetto alcuno: ma però con gratiosa modestia ogn'uno uiene, qualhora occorra auuertito, & ammendato dal Maestro di capella ... imperoche il frequente, & quasi dirò continouo conuersare cantando, & sonando insieme de' Cantori, & Sonatori fa grandemente perfettare quella unione, ò per forse dir meglio, scemare, & minuire quella molta imperfettione del mescolamento di tante uarie specie di strumenti insieme…” Bottrigari, p. 42-3.
[20:13] “& era tale, & tanto il desiderio loro di perfettare questa sorte d'Armonia con la unione, che oltre che per ciò ne uolessero spessissime uolte gli auuertimenti conueneuoli dal Maestro di capella del Duomo, musico in quei tempi molto principale, non raffinauano giamai di amonirsi amoreuolmente trà loro de' proprij diffetti, & finalmente con lo stare stretti, con le persone insieme, & inuolti quasi ascosi ne' manti cosi al buio dimostrauano, che si come essi stauano quanto piu poteuano co' corpi uniti; de quali ne haurebbono certo uoluto poter fare un solo; parimente bramauano di far à loro potere una vera unione delle loro uoci respettiuamente; onde ne hauesse à nascere un'armonia, dirò, quasi celeste." Bottrigari, p. 46.
[21:15] See the complete description also in Laurie Stras, Women and Music in Sixteenth-Century Ferrara (Cambridge Uni Press, 2018), pp. 234-237.
[21:25] “Percioche mi è uenuto in gratia d'hauarlo, non solamente potuto udire, & la prima delle molte uolte per farmene particolar fauore: ma uedutolo componere, & concertate effettualmente insieme…” Bottrigari, p. 47.
[21:40] As quoted in our episode Conducting in the 16th-18th centuries [YouTube], 5:26.
[21:45] “Onde à me non parea, che le persone, che in esso Concerto ordinariamente intrauengono, fussero creature humane, & corporee: ma spiriti ueramente Angelici.” Bottrigari, p. 47.
[22:18] “Giungeuano, se bene mi racordo, al numero di uentitre quelle che entrauano all'hora nel gran Concerto loro; ilqual non fanno anchora esse, se non à certi tempi, come di solennità grandissime della Chiesa, ò per honorare le Serenissime Altezze de Prencipi suoi, ò per gratificare ad intercessione, ò del Fiorino, ò del Luzzasco, ò di auttorità de' loro superiori qualche famoso professore, ò nobile amatore della Musica: ma non già mai all'improuiso, ne in fretta, ne di tutte le compositioni. Si come anco ui dissi del gran Concerto Ducale: ma delle giudicate solamente acconcie ad esser concertate:” Bottrigari, p. 50.
[22:35] "Et i passaggi loro non sono di quei cosi tritellati, & cosi furiosi, & continouati, che guastino, &che distruggano l'aere principale, che si è sforzato ingegnosamente di dare quel ualente componitore alla sua cantilena, che uien sonata: ma sono à tempo, & luogo con si leggiadra uiuacità tirati, che à quella rendono ornamento, & Spirito grandissimo." Bottrigari, p. 49.
[23:03] “Ma per quella prosontuosa audacia di uolersi, non dico alcuna uolta qualcuno: ma quasi del continouo, & tutti mouersi, come à garra in un tempo medesimo à far passaggi: Et tal'hora per maggiormente mostrare il loro ualore tanti lontani dal contrapunto della propostasi compositione Musicale, & tanto intricati perciò di disonantie trà loro, che sforzatamente ne succede una insupportabile confusione.” Bottrigari, p. 50.
[23:43] “...essendo ogni cosa quieta, s'udirono con tanta soauità, e dolcezza d'Harmonia, Cornetti, Tromboni, Violini, Viole bastarde, Arpe doppie, Lauti, Cornamuse, Flauti, Clauacembali, e voci in un tempo istesso, che propriamente iui parea, che fosse il Monte di Parnaso, e'l Paradiso istesso aperto; & non cosa humana.” Artusi, p. 2.
[24:11] “...formare vn luoco risonante, e corrispondente alle parti più lontane, & che non deuora le voci, e i suoni; ma che li nutrisce, & conserua nella sua intengrità, sino che sono peruenuti alle orecchie de gli ascoltanti.” Artusi, p. 2.
[24:30] “...ci vuole la debita distanza, che debbe essere fra quelli recitano, e gli ascoltanti; e non è dubio, se queste Reuerende Madri, ò più lontane, ò più vicine al luoco di doue vscisse l'Harmonia, fossero; che sarebbe molta differenza, e non poca…” Artusi, p. 2.
[24:36] “...che siano vscite da valente pratico; come quelle del Sig. Claudio, di Costanzo Porta, Andrea Gabrielli, Gianetto Palestina, Gio. Iacomo Gastoldi, Benedetto Palauicino, Ruggiero Giouanelli, Gio. Maria Nanino, & altri che sono, & sono stati eccellenti.” (...they must come from worthy practical musicians, like Claudio [Merulo], Costanzo Porta, Andrea Gabrieli, G. P. Palestrina, Giovanni Giacomo Gastoldi, Benedetto Pallavicino, Ruggiero Giovanelli, Giovanni Maria Nanino, and others that are and have been excellent.) Artusi, p. 3.
[24:47] “...ma che tutte stiano ne'loro termini; ilche rende piu facile il Concerto, più vnito, & assai più grato alli ascoltanti.” Artusi, p. 2.
[24:56] “bisogna che li recitanti habbino quelle parti che à loro sono conuenienti…” Artusi, p. 3.
[25:07] "quelle persone che hanno da recitare, sia ò con le voci, ò con Instromenti; più recitino con le orecchie, che con la voce ò con Instromenti... bisogna che l'una ascolti l'altra, & ascoltandosi, habbi giuditio di non superare la compagna, sì nelle voci, come nel toccare gli Instromenti; cosi facendo, si sentirà vna egualità di voci, & di suoni di tal maniera soaui, che gli ascoltanti ne pigliaranno infinito piacere." Artusi, p. 2v.
[25:39] “Non è causa di questo errore, altro che la Inuidia che l'uno di loro porta all'altro.” Artusi, p. 3.
[26:05] “...non possono conseguire quel vero fine, cioè di dilettare perfettamente; ma imperfettamente ndo molti li difetti, & dalla parte de gl'Instromenti, & dalla parte de' Sonatori…” Artusi, p. 8.
CREDITS:
Created by Elam Rotem, November 2023.
Guest musicians: Ori Harmelin, Stephen Moran, Maya Webne-Behrman, Liane Sadler and Phillip Boyle.
Special thanks to Lisandro Abadie, Johannes Keller, Domen Marincic, Sam Chapman, Peter Croton Ryosuke Sakamoto and Anne Smith.